Prima Parte

LA PERONOSPORA DELLA PATATA IN IRLANDA: UN POPOLO IN FUGA

Nel 1845 in Irlanda la patata rappresentava la base della nutrizione. Venivano coltivate, su grandi superfici, due varietà di questa specie, selezionate nel tempo per la loro alta produttività e perché gradite ai consumatori. Di fatto gli irlandesi avevano sviluppato, nel 1800, una vera e propria “dipendenza” nei confronti di questa coltura, arrivata dal Sud America, in particolare dalla regione del Lago Titicaca, tra Perù e Bolivia.

Nel 16° secolo i conquistatori spagnoli, alla ricerca del ben più prezioso oro nella regione andina, scoprirono questa specie, senza peraltro apprezzarne subito l’enorme valore nutrizionale. Del resto la patata rappresentava, e rappresenta tutt’ora, una coltura importantissima in Sud America, soprattutto alle più alte quote, dove il mais non può essere coltivato.

Molti reperti della civiltà Inca fanno riferimento alla coltivazione della patata e ci sono evidenze archeologiche della coltivazione della patata in Sud America fin dal 400 a.C. A questo proposito, per chi abbia l’occasione di recarsi in Perù, una visita al Centro Internazionale sulla Patata è un’esperienza unica, che non ha nulla da invidiare alla certamente più popolare visita a Machu Picchu.

I cercatori d’oro, tornando in Europa, portarono probabilmente delle patate che faticarono a superare le difficoltà di un lungo viaggio in condizioni di conservazione non ottimali. Si fa risalire alla seconda metà del 1500 l’arrivo delle prime patate in Spagna, precisamente tra il 1560 e il 1564 a Siviglia, verso il 1575 in Portogallo e alla fine del secolo a Madrid. La patata arrivò nelle isole britanniche dall’America nel 1586, e già dopo due anni era coltivata in Irlanda.

Ci fu, inizialmente, una certa confusione tra patata dolce (Ipomea batatas, molto diversa dal punto di vista botanico e alimentare) e patata. Questa specie, nuova per l’Europa, venne “battezzata” in diverse lingue, tra cui il francese, l’olandese e il finlandese come “mela di terra”. La patata non ebbe comunque inizialmente vita facile in Europa. Da un lato, infatti, questa specie veniva considerata più adatta all’alimentazione animale e, dall’altro, non essendo citata nella Bibbia, veniva vista con un certo sospetto dal mondo religioso.

to be continued…

Tratto da Spore (2014) di Maria Lodovica Gullino. Daniela Piazza Editore